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In occasione della presentazione del nostro Glossario di Stile a Napoli, presso Cilento 1780, e grazie alla presenza di ST Dupont, abbiamo incontrato Anita Sisimbro, titolare di uno dei punti riferimento più noti e apprezzati per gli amanti del mondo del fumo di qualità e dei suoi accessori. Ci eravamo quindi ripromessi di farci una chiacchierata più approfondita per conoscere meglio la storia e la filosofia di questa tabaccheria così fuori dagli schemi, tanto da diventare negli anni molto di più, un club, un ritrovo, un luogo dove l’uomo di stile può trovare ciò che cerca e trovarsi come a casa.

Come e quando è nata la tabaccheria Sisimbro? Qual è stato il suo contributo?
La tabaccheria Sismbro è nata nel 1959, con mio padre Francesco che, dopo essersi licenziato da un lavoro che non lo soddisfaceva, e con l’aiuto di mia nonna, decise di avviare questa attività. Mio padre era un uomo di grandi passioni e di gran gusto, fumatore e appassionato. Per questo, fin da subito, la nostra è stata una tabaccheria sui generis, che ad esempio non ha mai venduto né sale né francobolli, ma al contrario accendini ST Dupont o Cartier, pipe, penne e accessori… Dopo circa 6 e 7 anni ci siamo allargati e il negozio è diventato ciò che è oggi, disposto su due piani.
La passione per la pipa e i sigari di mio padre ha fatto sì che presto la nostra tabaccheria diventasse un punto di riferimento di tutti i fumatori napoletani.
Fin da piccola, questo luogo è stato per me una seconda casa. Dopo la scuola, infatti, venivo qui a studiare; avevo un mio spazio per i compiti. Anche durante l’Università, davo una mano a mio padre e sempre di più, giorno dopo giorno, respirando l’aria della tabaccheria, dei suoi oggetti così preziosi e belli, ed entrando a contatto con una clientela di spessore, mi sono appassionata a questo lavoro.
Un giorno mio padre mi disse che avrei dovuto scegliere: o gli studi o la tabaccheria, giacché lui avrebbe voluto vendere l’attività qualora avessi deciso di continuare l’Università.
Accettai di raccogliere il suo testimone e di continuare il lavoro da lui iniziato, rafforzando quella che era la nostra identità, ma con un tocco tutto mio.
Ho cominciato a viaggiare, a visitare le fiere più importanti al mondo, a incontrare persone, sempre alla ricerca di quell’oggetto bello, particolare e in sintonia con il nome Sisimbro.
Nel 2000, poi, sono arrivati in Italia i sigari cubani e da fumatrice (a 16 anni la pipa e a 17 i sigari) ho trovato una passione da coltivare, diffondere e condividere.
Così è nato il primo walk-in humidor in Italia (2001) in cui ospitare il meglio della produzione cubana e mondiale.
Un’altra tappa importante è il 2016: dopo aver subito un furto molto grave, nel negozio, decisi di dover creare qualcosa che mi entusiasmasse nuovamente e mi permettesse di vivere al meglio il mio lavoro. Così creai un salotto che è diventato negli anni uno spazio culturale, in cui degustare, raccontare e incontrare sigari, tabacchi e clienti di qualità.
Nel 2016 questo spazio è diventato la prima Habanos lounge d’Italia e nel 2019 la Casa dell’Habano di Napoli.

Oggi, quali solo le specificità della Sua tabaccheria?
Mi piace identificare la mia tabaccheria come un salotto nel quale il cliente può prendersi una pausa dalla vita caotica, osservare le novità, acquistare prodotti che non si trovano altrove. Il nostro cliente napoletano ha tutto, è esigente, e noi cerchiamo di sorprenderlo con una selezione di oggetti, accessori, prodotti unici che è raro trovare.
Inoltre, il nostro spazio per fumare è sempre di più un ritrovo per gli appassionati sia di sigari che di pipe.
Con gli anni mi sono resa conto che questa nostra identità, fortemente vocata alla ricerca e alla qualità, è apprezzata anche a livello nazionale. E capita che ci vengano a trovare anche da fuori Napoli, per fumare nel nostro salotto o cercare qualcosa di diverso dal solito.

Come sono cambiati in questi ultimi anni i fumatori di sigari e di pipa?
Per quanto riguarda la pipa, rispetto agli anni ‘80 il panorama è completamente cambiato. Allora c’erano grandi personaggi che fumavano la pipa, il Presidente Pertini, Mister Bearzot, tanti politici e personaggi pubblici. Col tempo questa moda è andata a scemare e oggi sono rimasti solamente i veri cultori, esperti e competenti.
Molti vecchi fumatori di pipa, poi, con l’ingresso in Italia dei sigari cubani, hanno affiancato o cambiato la propria vecchia passione con quella più nuova.
Comunque oggi, abbiamo molta più consapevolezza e conoscenza, quindi tutti i fumatori, sia di pipa che di sigari, sono preparati ed esigenti.
Anche nella mia città è raro trovare un uomo che non abbia un humidor o che non fumi un sigaro, anche saltuariamente. Tutti nostri circoli più importanti dispongono di un humidor per i propri iscritti e ospiti.
Dovendo fare un identikit del fumatore, tra i miei clienti, posso dire che è un uomo maturo, professionalmente arrivato, di buona cultura, che cerca di improntare la propria vita al bello, che appaghi tutti i sensi, dalla vista all’olfatto. Quindi viene in tabaccheria per acquistare un sigaro ma poi chiede un accendino ST Dupont, una penna, un portasigari etc…

Quali sono i marchi che rappresentano di più la filosofia Sisimbro?
Allora, i marchi storici di quando abbiamo aperto nel ‘59 sono ST Dupont, Cartier e Dunhill, i nomi di qualità che si identificavano col mondo del fumo. Alcuni hanno cambiato strategia commerciale, altri come ST Dupont sono cresciuti e diventati leader del settore, e ancora costituiscono un punto di forza della nostra attività.
Molto richiesta, da noi, è la pelletteria, anche legata al mondo delle penne, con marchi quali ST Dupont, Pineider e Montegrappa.
Ci racconti il suo legame speciale con ST Dupont?
È sempre stato molto forte. Mi ricordo che papà quando qualcuno chiedeva un accendino, pur avendo Dunhill e Cartier a lui diceva: se volete l’accendino che sia di qualità dovete prendere un ST Dupont. Mio padre reputava che un ST Dupont fosse il migliore accendino in commercio, e aveva ragione.
Nel 1974 mio padre ricevette, a Parigi, una medaglia d’oro per essere il miglior concessionario ST Dupont in Italia. Ed era così orgoglioso che la portava sempre con sé a mo’ di ciondolo.
Ancora oggi, chi viene a visitarci trova un corner ST Dupont con una gamma di prodotti unica.


Come si tramanda la passione per questo mestiere nella sua famiglia?
Mio padre era una persona che amava il bello e il bien vivre, le barche, i motori, fumatore di pipa… Quindi sono nata e cresciuta con il suo esempio. Poi ho cercato di portare qualcosa di mia nella tabaccheria, ma la strada rimane quella da lui indicata.
Purtroppo al momento nessuno dei miei figli pare interessato a raccogliere il testimone. Mio figlio maschio, che ha iniziato con me, si è poi trasferito a Londra per studiare ed è rimasto lì anche per lavoro… Chissà, un domani…

Per ultimo: ci indicherebbe 3 regali di natale davvero speciali che un uomo di gusto e fumator, può trovare nella sua tabaccheria?
Come dicevo all’inizio, sono molto curiosa e questo mi porta a cercare oggetti particolari e talvolta a commissionarli per i nostri clienti. I primi tre regali che mi vengono in mente, e che sono in un certo senso unici, potrebbero essere: un mobile bar per distillati, che mi sono fatta realizzare in esclusiva, con sei bicchieri, una bottiglia e sotto un humidor. Ideale per lo studio di un professionista; poi consiglierei un bel portasigari ST Dupont, in pelle blu e metallo da abbinare con un accendino Linea 2. Come terza opzione, dato che l’uomo elegante ha una passione per le proprie calzature, una scatola in legno per il cirage, con lucidi, spazzole etc… realizzata con materiali di qualità e cura nei dettagli.

Tabaccheria Sisimbro
Via San Pasquale 74
Napoli
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Ringrazio Daniele Vallesi per alcuni spunti circa l’intervista.