


Da una parte abbiamo una riscoperta dell’abbigliamento classico maschile, ovvero quei canoni di fogge e misure definite approssimativamente negli anni ’30 del secolo scorso.
Dall’altro una pletora di profili social che promulgano bassi standard estetici, impoverendo quell’enorme ricchezza di stili, forme e varietà che hanno definito lo stile maschile del ‘900.
Loro semplificano perché non conoscono. E così facendo banalizzano la storia dell’abbigliamento maschile, ricco ed eterogeneo.
Ma quelli che sono stati maggiormente colpiti da questa volgarizzazione sono gli abbinamenti di pattern diversi. Stando a ciò che troviamo nelle vecchie riviste, le possibilità di affiancare geometrie e tessuti erano pressocché infinite. Paradossalmente, meno si aveva e meglio si sapeva abbinare.
Un po’ come recuperare vocaboli desueti, andiamo a vedere qualche consiglio che veniva dato negli anni ’30. Valido ancora oggi. Quindi, osate anche voi, ma con la vostra sensibilità.
Un ultimo consiglio, se siete indecisi, se un abbinamento funziona o no, davanti allo specchio, fate tre passi indietro: giacca, cravatta e camicia devono distinguersi nettamente, senza impastarsi l’un l’altro.
Ps, i testi che trovate nelle slide, sono quelli originali del 1935, da noi tradotti.









