

Riprendendo l’ultimo articolo sulla mode degli anni ’60, parliamo del suo principale interprete a Hollywood, Sy Devore.
All’anagrafe, Seymour Devoretsky, era nato a Brooklyn da genitori immigrati russi. Suo nonno, David, era un sarto che negli anni ’20 aveva un negozio frequentato da musicisti jazz.

Sy Devore diventò anche lui un sarto (più imprenditore…) che negli anni ’60, con l’aiuto in produzione del fratello Al, vestì mezza Hollywood. Il comico Bob Hope una volta disse: “In un anno davvero eccezionale, posso scegliere tra una Rolls-Royce, una casa nuova a Beverly Hills o un abito di Sy Devore”. Da New York, e dopo aver fatto tanti mestieri, Sy si trasferì a Los Angeles nel 1944 e morì, a 57 anni, nel 1966. Nel suo periodo d’oro, aveva un negozio di quasi 1000 metri quadrati (con bar e barberia) all’angolo tra Sunset Boulevard e Vine Street. Vestiva Jerry Lewis, John Wayne, Elvis Presley, Bing Crosby, Spencer Tracy, Jackie Gleason, Peter Lawford, Joey Bishop, Nat King Cole, il presidente John F. Kennedy e Sammy Davis Jr., che una volta ordinò 84 abiti per 30.000 dollari.

Sy estremizzava gli stilemi del decennio: giacche corte, dritte sui fianchi, aperte davanti, unico spacco posteriore e drappeggio sulla schiena. Pantaloni stretti e senza risvolto. Come sempre, negli Usa si accentuano le caratteristiche progettuali degli abiti europei e inglesi in particolare. Così come per il London Lounge degli anni 30 e 40, e gli stili di altri momenti storici.
Sy Davore ha creato gli abiti di molti film del periodo. Tra tutti, Ocean’ eleven (Colpo Grosso, in italiano), che uscito nel 1960 ha segnato l’intero decennio e lo stile di numerose star dell’epoca.


Devore esiste ancora oggi, gestito da Marti, di Al (il fratello di Sy morto nel 1974) con tanti cimeli in bella vista dell’epoca d’oro.









https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2001-dec-07-lv-sy7-story.html