Un evento “giusto”

Sempre più abbagliati da parole con affascinanti significanti ma ben pochi significati, l’uomo non sa più scegliere…

Tutte le pubblicità, o la comunicazione in generale, è incentrata su parole chiave che dovrebbero, come il campanello per il cane di Pavlov, spingere il consumatore al desiderio di acquisto immediato.
Termini come lusso, individualità, piacere ed espressioni quali essere sé stessi, meritarsi il meglio, uscire dal branco, chiedi il massimo  suonano paradossali se si pensa che si è sempre contenuti da un insieme, si segue sempre un gruppo, si è sempre moda,  come sintetizza giustamente Georg Simmel nel suo saggio, La Moda. L’uomo è un animale sociale, quindi non può essere unico.
Per esempio, cosa vuol dire lusso? Cos’è il massimo per una persona, o il meglio? Noi parliamo di giusto. Queste urla pubblicitarie, queste sirene consumistiche, sono vuote come dei burattini, senza anima.
Ma provocano incertezza, proprio perché senza significato. Non ci sono parametri per dire cosa è meglio o peggio, non esiste una definizione per una locuzione come lusso democratico, ad esempio.

Zygmunt Bauman, nel suo libro Gli usi postmoderni del sesso, racconta di come un concetto come sana e robusta costituzione, che una volta era il centro per la vita di un uomo (per il servizio di leva, per il lavoro, per lo sport…) sia stato sostituito dall’espressione forma fisica. Ma mentre la prima espressione era misurabile, con dei parametri medici, la seconda no. Cosa è una forma fisica? Chi decide se si è in forma o no? Come detto, l’incertezza porta a consumare e ad acquistare, acquistare e consumare, in un cortocircuito compulsivo che mai si placa (come la vigoressia, ad esempio, l’ossessione per la propria forma fisica, sempre irraggiungibile perché inesistente…).
Ma il vuoto rimane vuoto, perché niente ha una misura e nulla un senso.
Diceva Wilde (cito a memoria) “nella vita esistono due drammi, il primo è desiderare una cosa, il secondo più triste è ottenerla…”  Perché poi si ricomincia con il voler altro, e altro…

Ma torniamo a noi.
Non tutti sanno che lusso sta alla base di parole come lussare o lussuria. Lusso deriva da lox-òs, obliquo, piegato da una parte, indicando il vizio della prodigalità propria di persone viziose… come gli antichi romani nel triclinio…

Giusto, invece, etimologicamente significa ciò che conforme alle leggi divine e umane. Rimanda a una bella espressione oramai in disuso: “fatto a regola d’arte”. E su questo concetto abbiamo incentrato l’appuntamento del 15 novembre a Milano, nello showroom di Vitale Barberis Canonico, nominato appunto Il Gusto del Giusto.
Abbiamo offerto agli ospiti una piccola esperienza sensoriale, una degustazione parallela di tessuti e whisky giapponesi. Con tatto e vista abbiamo potuto ammirare 3 stoffe, con vista, olfatto e gusto provato i distillati; che ci sono stati raccontati con grande competenza da Pino Perrone, anima sia di Whisky & Co (tempio dei distillati migliori nella Capitale e non solo), sia del whisky festival più rilevante del nostro Paese, Spirit of Scotland.


I tessuti sono stati tutti della famiglia 21 Micron, mentre i whisky erano dei buonissimi Akashi, della distilleria White Oak, che in Italia sono distribuiti dal Gruppo Meregalli.
La White Oak,  fu fondata nel 1888, anche se la produzione di whisky con metodi tradizionali inizia nel 1919. L’effettivo processo di distillazione ha inizio invece nel 1984, anno in cui è stato costruito un nuovo stabilimento. Prima di allora tutto il whisky prodotto per il mercato interno utilizzava una miscela conosciuta come Quercia Bianca. La distilleria appartiene a uno dei più antichi produttore di saké, nata nel 1679 nella città di Akashi.

Iniziamo il racconto della serata con il perché dei 21 Micron, fatto proprio dagli amici di Vitale Barberis Canonico: “Ci sono cose fatte dall’uomo che l’uomo non può cambiare, o almeno non dovrebbe. Mentre la gradazione media dei vini aumenta, i più grandi, tra cui lo champagne, non si spostano dai loro standard. I tessuti si alleggeriscono, ma non laddove è stato raggiunto l’equilibrio perfetto. Molti considerano i numeri più eloquenti della qualità; anche i tessuti hanno cominciato a correre dietro alle cifre, cercando di salire in classifica vantando un “Super” più grande degli altri. Con le lane 21 micron Vitale Barberis Canonico vuole rimettere al centro i valori, invece dell’immagine. Con una vena classica e coraggiosa, il Lanificio sceglie lane volutamente non sottili, piene, elastiche e nervose che infondono ai tessuti carattere, performance e ingualcibilità”.
Torniamo quindi all’espressione “a regola d’arte”…

Ma veniamo ai binomi costituiti da tessuto e whisky. Eccoli:

PRIMO ASSAGGIO

Tessuto Montecarlo  Jacket/Hopsack, con l’armatura (la costruzione, il tipo di intreccio tra trama e ordito) è quella dei sacchi di iuta, per intenderci. In inglese si chiama basket weave. Ha un peso di 280 grammi al metro. Non si stropiccia. È fresco, traspirante, ma al contempo robusto. Ideale per un blazer estivo.

Whisky Akashi Blended, composto dal 70% di whisky di cereali e il 30% di orzo maltato. Invecchia tra i 3 e i 4 anni in botti di quercia americana. Leggero e delicato, con sapori di vaniglia e mandorla. Ha una gradazione alcolica del 40%.

SECONDO ASSAGGIO

Tessuto Spring 4 ply, di 390 grammi. Che il peso non inganni. È un ritorto 4 capi con lane 21 Micron. Aerato e ingualcibile. Destinato davvero a uomini eleganti, che sappiano scegliere la cosa giusta per la giusta occasione. Vitale Barberis Canonico realizza in casa l’intero processo produttivo, compresa la filatura. In questo caso, un singolo capo viene filato torcendolo nel senso detto Z e poi abbinato ad un secondo con la torsione opposta, detta S. A questo punto, due filati a due capi vengono ulteriormente ritorti utilizzando nuovamente la torsione S, che in tal modo si somma dando un filato a quattro capi con mano crespa e nervo scattante. Non riuscendo a stare rettilinei e perfettamente paralleli, in sede di tessitura i fili fanno a gomitate l’uno con l’altro. Sebbene battuti restano distanti, aprendo tra loro delle maglie che rendono il tessuto eccezionalmente traspirante.

Whisky Akashi Blended Meisei, composto dal 55% di whisky di cereali e il 45% di orzo maltato. Prodotto con doppia distillazione. Invecchiamento anche qui in botti di quercia americana. Gradazione di 40%. Al palato è morbido e rotondo. Come il 4 ply, anche il Meisei è per intenditori. Il nome significa infatti celebrità, in giapponese, perché questo distillato, prodotto in piccolissime quantità come tutti gli altri, è un prodotto di culto tra i consumatori del Sol Levante.

TERZO ASSAGGIO

Tessuto Superbio. Il nome dice tutto. “Super” non è seguito da una cifra (come avviene nella titolazione classica dei tessuti), bensì da un “bio” che evoca il senso di responsabilità ambientali ed etiche. È stoffa tradizionale, con armatura a batavia, che favorisce il drappeggio e la morbidezza. Perfetto per abito, eterno, confortevole. A suo modo, il massimo del classico.

Whisky Akashi Single Malt. Anche qui parliamo di massima espressione per i distillati della Casa. Fatto con il 100% di orzo scozzese. Invecchiato tra i e i 7 anni in botti di Bourbon e Sherry. Bellissimo il colore ambrato che introduce a sensazioni piene e appaganti al palato. Morbid, leggero, persistente.

Alla fine di questa triplice esperienza, gli ospiti hanno potuto provare una altra chicca, un gin tutto italiano, anzi romano, di due giovani imprenditori, il VII Hills italian dry gin

Qualche altra immagine dalla serata:

 

Alfredo de Giglio
alfredo de giglio
direttore@stilemaschile.it

20 anni di esperienza nella comunicazione, nel giornalismo e nel marketing. È stato capo Ufficio Stampa di multinazionali come Hilton International e Avis Autonoleggio; ha creato e sviluppato progetti di comunicazione per BAT, Manifatture Sigaro Toscano, Corpo Forestale dello Stato e molte altre aziende. In campo giornalistico, è stato Direttore Responsabile di alcuni magazine. Autore di numerosi articoli per testate nazionali su argomenti quali lifestyle, travel, cinema. Nel 2010 fonda Stilemaschile per dare a tutti gli uomini eleganti qualcosa da leggere, finalmente...

No Comments

Post a Comment