Nato per la camicia

Per la serie Giovani Maestri, inaugurata il numero scorso, abbiamo incontrato Gennaro Santillo, che non ancora quarantenne è oramai considerato un portabandiera della camiceria artigianale. Gennaro porta avanti non solo la tradizione di famiglia ma anche i valori tipici del vero su misura italiano. Con una particolare attenzione, però, all’evoluzione del gusto e della clientela. Vi riportiamo alcune riflessioni raccolte durante la nostra chiacchierata, sui vari aspetti del lavoro artigianale…

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Essendo nato in una famiglia di camiciai, fin da bambino, i miei giochi preferiti erano i tessuti, le forbici, i bottoni. La sartoria vista con gli occhi di un bimbo è il paese dei balocchi. Rivedo la stessa passione in mio figlio Mattia 5 anni. Grande manualità e dimestichezza con le forbici. Tutto suo zio Saverio (attualmente il più giovane e talentuoso camiciaio tagliatore italiano).

Terminati gli studi superiori, la mia prima occupazione in sartoria è stata quella di attaccare i bottoni a mano. Ben presto ho capito che il lavoro manuale non faceva per me. Mi piaceva apprendere la tecnica, la teoria, ma in pratica non ero il più bravo in famiglia. Per questo in seguito mi sono occupato della parte creativa, di quella commerciale e del rapporto con i clienti. Aspetti, questi, più congeniali al mio carattere.

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Da quando sono entrato operativamente in bottega, il mio obiettivo è stato quello di valorizzare e diffondere il nostro sapere, coinvolgendo sempre più clienti interessati ai nostri valori artigianali.

Per fare questo abbiamo utilizzato internet, che nel mondo del “fatto a mano” italiano, fin troppo immobile, era visto come uno svilimento della propria attività. Al contrario, la Rete ci ha dato l’opportunità di misurarci con nuovi mercati, incontrando e talvolta scontrandoci con nuove idee, diverse visioni del prodotto e del su misura. Ma in un mondo globalizzato come il nostro non si poteva restare chiusi nel proprio laboratorio.

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Infatti oggi il mercato è profondamente e velocemente cambiato. Anche l’artigiano più sconosciuto avverte la necessità di far conoscere il suo prodotto a un numero maggiore di potenziali clienti. Il modo più semplice per comunicare sono i social, a patto però di farne buon uso, puntando sulla divulgazione e non sull’effetto vetrina tout court.

A causa dell’equivoco che nasce con la dicitura “su misura”, che molti marchi della moda utilizzano per accaparrarsi clienti, serve maggiore conoscenza e competenza. Per questo la nostra attività commerciale è affiancata alla volontà di “raccontare” il prodotto artigianale.
Posso ad oggi affermare con certezza che il modello d’impresa che abbiamo sperimentato con Santillo 1970 è vincente. Unire la dimensione locale della tradizione e del sapere a una internazionale dello sviluppo e della vendita è l’unica strada percorribile per chi voglia oggi crescere in questo Paese.

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La nostra è una camicia che mantiene inalterate tutte le antiche tecniche sartoriali. È un ritorno al passato, è frutto di amore, passione e competenza. Il cliente che viene da noi per la prima volta, sin dalle misure, rimane colpito, innamorato. A lavoro ultimato, quando indossa la ‘sua’ camicia, fa fatica a credere che sia possibile realizzare un capo del genere.
Una volta un cliente francese mi disse: “Faccio queste dieci camicie, ma mi deve realizzare la copia di ognuna”.
Non capivo. Gli risposi: “Scusi, perché per le altre dieci non sceglie nuovi tessuti?”
E lui: “Forse non ha capito, le dieci le indosso, le altre le custodisco”.

Una camicia Santillo 1970 è unica,versatile, inconfondibile. Mi piace molto la camicia in mussola o in Batista, celeste o bianca, collo a vele lunghe e morbido.

I valori per noi sono parte integrante della vita. Etica, passione, radici, cultura, territorio fanno parte delle parole chiave che ci accompagnano nel nostro quotidiano, mio e di Santillo 1970, e nella realizzazione dei nostri prodotti. Ma anche e soprattutto nei rapporti con i clienti.

Da sinistra, Saverio Santillo, Alfredo de Giglio e Gennaro Santillo, nello showroom milanese di Santillo 1970

Da sinistra, Saverio Santillo, Alfredo de Giglio e Gennaro Santillo, nello showroom milanese di Santillo 1970

La gestione di Santillo 1970 oggi è affidata a mio fratello Saverio, mia sorella Annaluce e al sottoscritto. Grazie al nostro contributo, di tre giovani fratelli che hanno raccolto l’eredita familiare, abbiamo clienti in tutto il mondo Stati Uniti, Giappone, Corea, Hong Kong, Francia, Inghilterra Germania, Russia, Singapore, Cina, Emirati, Australia.

Chiaramente la cultura estetica e del capo su misura non può che essere quella italiana. I clienti che più si distinguono in gusto e competenza sono gli inglesi, per attitudine e tradizione, e i giapponesi, attenti ai dettagli.

Spero di rafforzare la nostra presenza a Londra e negli Stati Uniti, grazie anche ad un progetto ambizioso del quale, però, non posso accennare nulla…

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Sono tanti anni, oramai, che mi occupo di camiceria, e uno dei riconoscimenti maggiori che mi fanno apprezzare il mio lavoro è l’affetto dei clienti, da quelli sconosciuti agli uomini pubblici, tra i quali molti attori amati dal pubblico. Su tutti cito il grande Christian De Sica, che ha ereditato dal padre l’amore per la sartoria.

Alfredo de Giglio
alfredo de giglio
direttore@stilemaschile.it

20 anni di esperienza nella comunicazione, nel giornalismo e nel marketing. È stato capo Ufficio Stampa di multinazionali come Hilton International e Avis Autonoleggio; ha creato e sviluppato progetti di comunicazione per BAT, Manifatture Sigaro Toscano, Corpo Forestale dello Stato e molte altre aziende. In campo giornalistico, è stato Direttore Responsabile di alcuni magazine. Autore di numerosi articoli per testate nazionali su argomenti quali lifestyle, travel, cinema. Nel 2010 fonda Stilemaschile per dare a tutti gli uomini eleganti qualcosa da leggere, finalmente...

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